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Condominio: si può sospendere l’acqua ai morosi

Lo Studio Del Giudice, esperto Amministratore e Revisore Condominiale analizza una recente ordinanza del Tribunale di Bologna che sospende l’acqua al condomino moroso.

Secondo il Tribunale di Bologna, con ordinanza del 03.03.2018, La fornitura dell’acqua può essere sospesa ai condomini morosi.

Già la riforma 220/2012 prevedeva con l’articolo 63 disp. Att. c.c. che “in caso di mora nel pagamento dei contributi che si sia protratta per un semestre, l’Amministratore può sospendere il condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni suscettibili di godimento separato”.

Tuttavia nella vita di ogni giorno, un po’ per la prassi, un po’ per la mancanza di giurisprudenza della recente riforma condominiale i casi di slaccio della fornitura idrica nei confronti dei morosi sono molto rari.

L’ordinanza del Tribunale di Bologna ha in questo caso creato un importante sparti acque in quanto viene fatta distinzione tra condomino moroso e condomino moroso indigente.

Per quest’ultimo l’acqua può essere ridotta ed erogata secondo il Dpcm del 29 agosto 2016 che fissa per diritto un minimo giornaliero del bene acqua.

Nel caso preso in esame dal Tribunale di Bologna, non essendo stata rilevata l’indigenza da parte del condomino moroso, l’acqua così come altri servizi ad uso comune (antenna satellitare) può essere sospesa completamente.

La vicenda partita con un ricorso di urgenza (articolo 700 codice di procedura civile) da parte del Condominio che chiedeva l’autorizzazione a sospendere il servizi di: riscaldamento, acqua e antenna televisiva, in ragione della conclamata e ingente morosità. Dopo un primo rigetto della richiesta, il Tribunale recepiva che il perdurarsi della morosità unita al perdurarsi dell’utilizzo dei servizi comuni avrebbe tra le altre cose provocato un ulteriore aumento di debiti da parte del condomino, recando ovvi problemi all’intero condominio con i rapporti con i fornitori.

Inoltre la contestazione da parte del Condomino che si appellava all’art. 32 della Costituzione non essendo supportata da apposita certificazione di indigenza non poteva essere accettata dal Tribunale, che recependo l’articolo 63 disp. Att. c.c. già precedentemente analizzato ha ordinato la cessazione della fornitura dell’acqua oltre alla fruizione di altri servizi ad uso comune.